L' EFFICIENZA PERDUTA DELLO STATO - NAZIONE

IN CRISI DUE MONOPOLI: QUELLO MILITARE E QUELLO FISCALE

 

Gli studi sulla crisi dello Stato-Nazione si vanno moltiplicando e
prestano attenzione a cause, fattori e aspetti sempre nuovi e complessi;
da qui la difficolt` a presentare un trattato organico e completo e la
necessit` di fornire contributi parziali.
Fra questi merita attenzione quello di Leonard Dudley, docente di economia
all' Universit` di Montreal e pubblicato sul Sole-24Ore il 27 ottobre 1992
( dL' efficienza perduta dello Stato-Nazionet, di L. Dudley, Sole-24Ore,
27 ottobre 1992, pag. 7).
La crisi dello Stato Nazionale h innanzitutto crisi della civilta
occidentale e delle forme di organizzazione: h un declino inesorabile che
ha gia attraversato gli imperi coloniali dell' 800, l' Impero
Austro-Ungarico, l' URSS e l' ex- Jugoslavia e che sta ora interessando la
Gran Bretagna (v. questione scozzese, irlandese e gallese), la Francia (v.
Corsica, Savoia e Bretagna), la Spagna (v. Paesi Baschi e Catalogna), l'
Italia (v. Padania, Sud-Tirolo e Sardegna), il Canada (v. Quebec), gli USA
(v. debole ma pur sempre esistente dquestione sudistat, lo strisciante
indipendentismo texano e californiano) e l' elenco potrebbe continuare con
Cina, India, Paesi del Centro-Africa, ecc.
Appurata che la crisi h mondiale, Dudley ne intravede una possibile chiave
di lettura nel peso sempre crescente dei costi per il controllo del
territorio: negli ultimi 200 anni ogni potenza dominante ha esteso troppo
il territorio sotto il suo controllo; alla lunga, il costo per controllare
questo spazio ha indebolito la sua base economica provocando il declino
del suo potere militare. Cosl l' Impero Austro-Ungarico cedette il passo
alla Francia, che lo cedette all' Inghilterra, che lo cedette agli USA,...
H innegabile infatti che l' equazione politica di un tempo era dpiy terre
= piy prestigiot: si pensi alle dimpreset militari dei Savoia, he estesero
il loro domino su tutta la penisola italiana per salire al rango delle
dgrandi potenzet europee.
Ma anche la politica deve fare i conti con l' economia e, se anche fosse
stato vero che dpiy terre = piy prestigiot, altrettanto vero era ed h che
dpiy terre = piy controllit , dpiy controlli = piy burocraziat, quindi
dpiy costit: alla fine del cerchio cir significa piy tasse sulle sane
attivit` produttive di un Paese.
L' estensione oltre la dimensione ottimale ha quindi fatto e fa tuttora
saltare i bilanci di molti Stati (v. l' esplosione del debito pubblico
italiano, schizzato alle stelle proprio in seguito alla necessita di
dcontrollaret il territorio sotto forma di appalti, false pensioni,
assunzioni pubbliche, tangenti,...).
Ma, dice Dudley, prima di capire come lo Stato-Nazione entra in crisi,
bisogna chiedersi che cos' i lo Stato. Uno Stato h sovrano se ha il
monopolio di due poteri:
1) il diritto esclusivo di utilizzare la forza all' interno del territorio
(monopolio militare);
2) il potere di prelevare coattivamente ricchezze al suo interno
(monopolio fiscale).
 
Il limite all' esercizio del monopolio militare h la frontiera: ll cessa
il potere di praticare la violenza da parte di uno Stato e inizia il
monopolio di un altro. Ma l' applicazione della forza h limitata solo
desternamentet? No, essa dipende anche dalla tecnologia militare ( e
quindi dal costo-beneficio): il Capo di uno Stato che debba far fronte ad
una sollevazione popolare dovr` valutare non solo la probabilita di
vittoria ma anche il suo costo; anche l' uso della forza deve percir
realizzare deconomie di scalat: il beneficio apportato dalla
dneutralizzazionet di un ribelle deve superare il costo aggiuntivo
sopportato per neutralizzarlo. Quando percir il costo eguaglier` il
beneficio, lo Stato non sar` piy interessato a spingere oltre i suoi
confini: un ulteriore allargamento del territorio imporrebbe costi di
controllo superiori ai benefici.
E' il caso dei piccoli principati medievali: all' epoca gli stati
tendevano ad essere piccoli anche (ma non solo, ovviamente!) perchh le
battaglie consistevano in duelli alla pari: il costo per l' armatura di un
guerriero equivaleva al beneficio dell' eliminazione di un avversario
(rapporto 1:1). L' introduzione della polvere da sparo sbilancir questo
rapporto, permettendo di dammortizzaret il costo di un' arma su un numero
maggiore di dneutralizzatit. La riduzione dei costi di controllo e di
trasporto permise cosl agli Stati e ai loro bilanci di allargare la loro
dimensione ottimale (negli ultimi 7 anni tuttavia la preponderanza delle
spese militari ha fatto saltare i bilanci di tutti gli Stati Comunisti
dell' Est: incapace di generare le risorse richieste per finanziare l'
apparato militare, l' URSS non ha potuto fare altro che sciogliersi...).
 
Anche la sovranit` fiscale aveva come suo limite fisico la frontiera: al
di qua di essa lo Stato prelevava in regime di monopolio le ricchezze
prodotte dal lavoro. Ma la globalizzazione dell' economia, l' apertura dei
mercati nazionali, la sempre piy libera e incontenibile circolazione dei
beni, dei servizi,dei capitali, delle persone e delle informazioni ha
tolto allo Stato questa prerogativa: ora il frutto del lavoro prodotto in
Italia viene tassato in Lussemburgo o a Monaco o alle Bahamas; l' economia
sta quindi inghiottendo la politica: lo Stato non riesce a seguire e
tassare tutti i redditi perchh, mentre il diritto e la legge si fermano
alla frontiera, i capitali e l' economia la scavalcano.
 
L' agonia e la lenta fine dello Stato-Nazione h quindi leggibile come
implosione, come progressivo prosciugamento di due monopoli (militare e
fiscale) che, sebbene esercitabili fino alla frontiera, di fatto non
riescono piy a coprire l' intero territorio nazionale.
 
 
 
A cura di: Marco Posocco
 
Associazione Culturale Carlo Cattaneo
Viale Martelli 39
33070 Pordenone (PN)

 


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