Seminario in Normale di Paolo Peluffo, portavoce di Ciampi.

 

L'argomento era la moneta unica europea e la
"costituzione monetaria". Peluffo e' un normalista laureato in
filosofia. Un suo collega di studi alla Normale racconta (privatamente)
che si tratta di una persona alquanto viscida, che come giornalista
economico al Messaggero ha unto e lisciato Ciampi fino a scriverne una
biografia e divernarne il portavoce. Col governo Prodi Peluffo e' stato
nominato capo-segreteria o qualcosa del genere. Durante il suo
seminario abbiamo appreso che ha scritto una biografia su Carli, e ne
sta scrivendo una anche su Modigliani. Questi sembrano essere i suoi
"lavori in collaborazione con eminenti economisti" che il direttore
della SNS ha menzionato durante la presentazione.
 
In ogni caso questo Peluffo ha fatto un seminario interessante perche'
non si e' perso nelle fumisterie e nei cavilli della politica e ci ha
dato anche qualche informazione. Siccome si tratta di persona
abbastanza intima di Ciampi e Modigliani, ci ha dato anche qualche
particolare di natura personale. Cerco nel seguito di riassumere le
informazioni secondo me piu' interessanti del seminario.
 
1) Ciampi ha cercato di far passare sui giornali l'importantissima
notizia che l'UE ha approvato il c.d. patto di stabilita' al vertice di
Dublino, che include le multe per chi sgarra sul deficit (questo e'
uscito sulla stampa) e, cosa egualmente importante e cruciale ma che sui
giornali non e' arrivata, che i paesi che entrano nella UEM si devono
impegnare ad avere il bilancio statale IN PAREGGIO (bye bye Italia).
Deficit di bilancio minimi (<1%) sono ammessi, e deficit >1% ma <3%
possono solo essere ammessi in caso di crisi bestiali in cui il PIL cali
almeno del 2% (cioe' praticamente mai).
 
A margine di questo punto Peluffo ci ha spiegato che rispetto ai governi
essenzialmente monopartitici di Germania e UK, il governo italiano di
coalizione ha maggiori difficolta' a far riportare alla Stampa
le informazioni che vuole. (Non si e' capito bene perche', io ne desumo
che sia perche' i singoli partiti mantengono il pallino e vogliono
mantenere la loro specifica visibilita', senza annacquarsi in
un'immagine unica nel governo). La politica e il governo comunque hanno
influenza sulla stampa (oltre che sulla TV, come ben noto), perche':
- finanziano le agenzie di stampa
- finanziano considerevolmente i giornali privati (oltre a quelli di partito).
 
2) Il governo punta ad un avanzo primario del 6.5% nel 1997, il piu'
alto del mondo per paesi comparabili con l'Italia. Dopo il 1997, se
entriamo nella UEM, la strada e' in discesa, non ci sara' bisogno di
avanzi primari cosi' alti perche' gli interessi sul debito saranno
inferiori. Questo grazie ai fantastici progressi sull'inflazione (che
secondo Ciampi/Peluffo sono interamente merito del governo Prodi). Si
potra' dunque aumentare la spesa statale e/o diminuire le
tasse. Nonostante abbia citato entrambe le cose mostrava comunque una
preferenza per il ri-aumento della spesa statale (in proposito, aggiungo
che Peluffo come studente della SNS era un fervente comunista, come gran
parte della Classe di Lettere).
 
3) Non appena partira' l'unione monetaria ci sara' un'enorme spinta ad
accelerare e in particolare ad avere un mercato di intermediazione
mobiliare dei titoli di stato e delle obbligazioni direttamente in
Euro. Chi rimarra' fuori verra' presto marginalizzato, gli investitori
preferiranno acquistare titoli con minor rendimento ma in moneta (Euro)
piu' solida e anche con meno commissioni di cambio.
 
4) Ciampi (come Carli a suo tempo) e l'Ulivo vogliono fortemente l'UEM
anche a costo della stretta su tasse e spese. Ciampi ritiene che lo
Stato debba fare (anzi aumentare) la spesa sociale, ma debba spendere in
deficit solo nei momenti di crisi, mentre quando la congiuntura e'
favorevole deve recuperare. Questo e' la corretta ricetta di Keynes,
che lui segue. I falsi keynesiani invece spendono in deficit sia quando
va bene sia quando va male accumulando debiti formidabili che poi
impediscono (come ora) di avere una spesa sociale a livelli europei.
C'era naturalmente un Rifondatore nell'uditorio che ha fatto la solita
lagna sull'europa dei banchieri e sul fatto che Keynes era morto, e devo
dire che la risposta sopra riportata di Peluffo e' stata piu' seria di
tante altre che ho sentito.
 
5) Uno dei motivi per cui Ciampi (e altri in Europa) vogliono
fortemente l'UEM e' che hanno vissuto la guerra e ricordano che fu in
pratica una crisi valutaria (la svalutazione della Sterlina) ad aprire
la strada della crisi e del nazismo in Germania. La moneta unica
eliminerebbe un pericoloso elemento di frizione in Europa. Inoltre,
nelle condizioni attuali la politica monetaria europea viene decisa dal
paese piu' forte, la Germania. La disoccupazione europea si puo'
considerare l'effetto di una politica insolitamente restrittiva della
BUBA dalla fine degli anni '80. Con una banca unica europea anche
l'Italia avrebbe un suo pezzo di pulsante da premere (tremo...). Un
pezzo molto piccolo, comunque, ha aggiunto Peluffo realisticamente.
 
6) La creazione della moneta unica sara' una specie di detonatore per
una piu' veloce e stretta integrazione europea, ostacolata sul versante
della politica dai particolarismi e dalla difesa delle proprie posizioni
da parte dei politici e della burocrazia degli stati nazionali.
Attraverso l'economia si vuole quindi arrivare ad una stretta
integrazione politica. (Questo puo' essere uno zuccherino ai
Rifondatori che non vogliono fare sacrifici per l'Europa, aggiungo io).
 
7) Conclusione: bisogna propagandare questi punti:
- l'esclusione dalla UEM sarebbe molto grave
- l'Italia ce la sta facendo, e deve fare il massimo sforzo nel 1997
- anche se il patto di stabilita' e' molto duro, ce la possiamo fare e...
- negli anni successivi, entrati nella UEM, la strada e' in discesa
Questo beninteso e quello che Ciampi vuol far passare, non e' detto che
sia la realta'.
 
Al termine del seminario ho fatto una domanda anche io. Citando un
passato articolo di Modigliani sul Corriere, ho detto a Peluffo che la
diminuzione dell'inflazione non comporta benefici reali ma solo nominali
sul servizio del debito, sui conti pubblici, su quanto piu' lo stato
prende di quanto restituisce alla societa'. La diminuzione
dell'inflazione pero' ci consente di avere un deficit reale piu' alto
senza sforare il 3% di Maastricht. Questo pero' e' un beneficio piu'
ominale che reale.
 
Ci sarebbe un beneficio reale per i cittadini italiani solo se il
rendimento dei titoli di Stato al netto dell'inflazione diminuisse.
Solo questo corrisponderebbe a minor spesa reale per interessi. Pero'
a me pare che questo parametro non sia diminuito e si aggiri ancora sul
4%.
 
Peluffo si e' mostrato ben a conoscenza sulla posizione di Modigliani
sui rapporti tra deficit reale, deficit nominale e inflazione, e ha
fatto un lungo discorso su questo. Pero' ha glissato completamente
sulla seconda parte della domanda, non so se perche' su questo il
governo sa di aver fallito, oppure perche' non era informato a
sufficienza sui numeri. Purtroppo non c'e' stato tempo di reiterare la
seconda parte della domanda.

 

Alberto


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