SARDI UNITI E INDIPENDENTI
Oggi a Cagliari manifestazione
unitaria
dei movimenti indipendentisti sardi
La bandiera dei Quattro Mori torna a sventolare unita e più forte che mai.
Per il potere di Roma si sta per riaprire un nuovo fronte autonomista e indipendentista, oltre a quelli della Padania e del Sud Tirolo. Dopo decenni di divisioni e lotte interne, finalmente, i movimenti autonomisti e indipendentisti della Sardegna ritornano a parlarsi e lottare pacificamente insieme. Oggi a Cagliari si tiene una comune manifestazione per la "Libertà della Sardegna" organizzata dal Partito Sardo d'Azione, Sardinia Natzione e Movimento Indipendentista Sardo.
"Per adesso è in corso un'attività di riunificazione delle varie organizzazioni che si richiamano alla Nazione Sarda e all'indipendentismo" spiega Mario Carboni, vice presidente del Partito Sardo d'Azione e presidente dell'ALE, Alleanza Libera dei Popoli Europei. Il raduno odierno a Cagliari non è però la prima uscita comune dei movimenti sardisti.
"Sono state realizzate già due riuscitissime manifestazioni ad Oschiri e a Bauladu", continua Carboni. "A Bauladu è stata lanciata l'idea di un Congresso del Popolo Sardo e se riusciremo a creare un soggetto politico sulla base di un programma di lotta, non escludo una presentazione comune alle elezioni". Già oggi tutte queste forze superano il 15% dei voti, ma unite potrebbero rilanciare l'entusiasmo e il sentimento di identità dei Sardi, che già è molto forte.
Cosa si propone questa nascente Coalizione sardista?
L'accordo e le sinergie che possono far emergere percentuali sorprendenti, tanto da pesare su qualsiasi elezione. Il tema predominante è l'indipendenza sarda e i mezzi per raggiungerla.
Quali possono essere i mezzi per arrivare a più libertà?
Nuovo statuto speciale di sovranità, lingua sarda, liberalizzazione dell'economia e competenza fiscale esclusiva per la Sardegna, zona franca fiscale e doganale in tutta l'isola.
Avete prospettive comuni anche per le Elezioni Europee che si terranno come le regionali nel 1999?
Siamo penalizzati da una legge elettorale che ci accomuna alla Sicilia nel collegio. Se riuscissimo a trovare un'alleanza giusta anche in Continente, credo che un rappresentante a Bruxelles potremmo eleggerlo.
Non temete la reazione di Roma con il codice penale fascista, come già succede in Padania?
Hanno già utilizzato il Codice Rocco contro i sardisti quando c'era il vento indipendentista nei primi Anni Ottanta. Non escludo che ci riprovino. Basta evitare le provocazioni e seguire la via gandhiana e nonviolenta.
Matteo Incerti
da "la Padania" del 7.3.98