Chi è in regola non deve perdere le radici


Mentre alla Camera del Parlamento romano [il cosiddetto Parlamento della cosiddetta Italia - nota] è in discussione la legge sull'immigrazione extracomunitaria, abbiamo chiesto al Ministro dell'immigrazione del Governo Provvisorio della Padania, il dottor Farouk Ramadan, su quali princìpi si baseranno le leggi padane in materia.

La tecnologia moderna e i robot diminuiscono il bisogno di manodopera nelle fabbriche, quindi ci sono meno posti di lavoro per tutti.

E' vero che la tecnologia moderna ha limitato lo spazio per la manodopera, ma è altrettanto vero che la Padania è un paese laborioso e vivace: ha superato la tecnologia creando tante occasioni di lavoro, tante opportunità, per cui oggi sono vacanti centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle imprese del Nord.
Una pirma causa che possiamo individuare è un indice di crescita demografica negativo, sotto lo zero:
i nati non superano i morti. Dall'entrata in vigore della legge sull'aborto il Nord ha perso [ogni anno - nota>] circa 250 mila nascite: uomini e donne che oggi sarebbero inseriti nella vita produttiva. Tutti i paesi europei, dove è diffuso un tipo di economia simile a quella padana, ricorrono agli immigrati per colmare il fabbisogno di manodopera. Fino a quando non si crea un trend delle nascite positivo, l'unica soluzione per non arrestare lo sviluppo economico è quella di ricorrere a manodopera immigrata. Se accettiamo questa soluzione, bisogna lucidamente governare i flussi migratori in Padania con leggi e valori.

Alcuni paesi dell'Unione Europea hanno una legislazione a cui potrebbe rifarsi quella padana?

L'Olanda, per esempio, ha 15 milioni di abitanti e 2 milioni di immigrati che godono di tutti i diritti che hanno gli autoctoni: sono eleggibili a cariche pubbliche, votano i rappresentanti nelle istituzioni, pagano le tasse come tutti, rispettano le leggi nazionali, parlano la lingua ufficiale e le varie lingue locali, vanno a scuola insieme agli altri e, infine, ognuno rispetta la fede religiosa degli altri.

L'Europa ha un passato di guerre religiose che l'hanno insanguinata per secoli, c'è il timore di tornare agli scontri tra le grandi religioni monoteiste.

La patria è di tutti, mentre la fede religiosa è un fatto strettamente personale: siamo uniti pur nelle diversità culturali ed etniche perché la comune identità è il senso di appartenenza alla patria padana, al nostro vivere insieme. Quindi prima di tutto non è accettabilel'immigrazione selvaggia, non governata da leggi e valori, perché altrimenti è facile strumentalizzarla a scopi politici ed è facile intravederne le infauste conseguenze. Oggi viviamo già una situazione di disagio dovuta alla "demagogia della solidarietà".
Gli immigrati oggi chiedono che si applichino agli extracomunitari in Padania le stesse norme che hanno vissuto in passato nella loro esperienza migratoria: un contratto di lavoro e una casa assicurata prima di partire dal proprio paese, inoltre conoscere già le regole e le leggi del paese ospitante, nonché i propri doveri e diritti fiscali, sociali e civili.

Quali garanzie devono essere offerte agli immigrati, e in cambio di che cosa?

Non è pensabile oggi non offrire assistenza sanitaria, perché altrimenti sarebbe controproducente per la salute degli stessi cittadini autoctoni. Come non è pensabile negare la scuola, il diritto all'istruzione, perché altrimenti ci si trova di fronte a una moltitudine di ignoranti e sradicati con i quali è impossibile convivere e soprattutto si bloccherebbe il processo di integrazione.
La Padania oggi si batte per costruire la propria libertà e per affermare la propria identità, non vuole certo negare quella degli altri.

La storia della Padania offre esempi di tolleranza e convivenza tra popoli e culture...

Mi raccontava un militante leghista veneziano come la Serenissima Repubblica di Venezia abbia sempre accolto ogni comunità civile e religiosa del Mediterraneo con grande tolleranza, lasciando a ciascuna i suoi usi e costumi purché rispettassero scrupolosamente le leggi della Repubblica. L'Univesità di Lingue Orientali Cà Foscari nacque dalla necessità di dialogare, commerciare e legiferare in più lingue.
Oggi gli immigrati regolari dovrebbero imparare la lingua locale del popolo della Padania presso il quale sono ospitati, senza perdere la possibiiltà di conservare anche la propria lingua e la propria cultura, nel rispetto delle leggi locali. Bisogna ricordare che chi perde la propria identità famigliare e culturale diventa aggressivo, per reazione, crando insicurezza per tutti. La scuola padana dovrà aiutare gli immigrati a conservare la propria cultura e dialogare con le altre: le radici sono quelle che creano le piante e gli uomini ben saldi e robusti.

Ma è possibile basare uno sviluppo economico e sociale soltanto sull'immigrazione extracomunitaria?

Se i Padani non vogliono sparire fisicamente dalla faccia di questo pianeta, si devono ricordare che ci vogliono i figli al mondo. I figli sono un valore. Più padani nascono, meno problemi avranno i padani.

Archimede Bontempi
da "la Padania" del 7.3.98



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