L'Italia prima della conquista romana

da: Sebastiano Crinò, "TESTO ATLANTE DI STORIA ANTICA"
Società ed. Dante Alighieri, XII ediz. 1981, pag. 62 e ss.


L'Italia prima della conquista romana

  • Il nome "Italia", derivato da Vitàlia (=Paese dei buoi), in origine forse indicò la parte inferiore del paese dei Bruzi, cioè dell'odierna penisola calabrese; in seguito alla conquista romana, esso si estese a tutta la penisola italiana.

    Le popolazioni che abitavano l'Italia prima della conquista romana erano numerose.
    I Liguri, d'origine iberica, occupavano il territorio che corrisponde alle odierne regioni della Liguria e del Piemonte.
    I Veneti, d'origine illirica, si stabilirono nella regione di nord-est, ove si sovrapposero alla popolazione indigena degli Euganei, dai quali tuttora si denominano i colli vicini a Padova.
    Tra i Liguri e i Veneti, stendendosi fino al corso medio inferiore del Tevere, erano stanziati gli Etruschi o Tyrreni, d'origine incerta, i quali più tardi, sospinti dai Galli, si restrinsero nell'Etruria propria.
    I Galli o Celti, abitavano al di là delle Alpi, ch'essi nel VI secolo a. C. valicarono, incalzando verso sud gli Etruschi; e occuparono la parte della Pianura Padana che da loro prese il nome di Gallia Cisalpina.

    La rimanente penisola era abitata da svariati gruppi di popoli indo-europei, complessivamente denominati Itàlici o Italioti. Si dividevano in due rami: il latino ad occidente e l'umbro-sabèllico ad oriente e nell'interno.
    Il ramo latino originariamente si estendeva a sud degli Etruschi ed occupava tutto il versante occidental; ad esso, tra gli altri, appartenevano i Romani, i quali ebbero a lottare contro gli Etruschi; ma, a quanto pare,con poco successo: infatti, tre re dei Romani furono etruschi.

    Il ramo umbro-sabèllico occupava un territorio assai più vasto e comprendeva le due popolazioni degli Umbri e degli Osco-Sabelli, le quali erano dedite più che altro all'agricoltura. Ma, mentre gli Umbri furono ridotti nel paese che mantenne il loro nome, gli Osco-Sabelli si estesro nelle valli del Tevere e dell'Aterno, nella Campania e nell'Apulia, distinguendosi in varie tribù (Picentini, Vestini, Marsi, Frentani, Ernici, Sanniti, ecc.).

    I Sicani e i Siculi, come pure i Sardi e i Corsi, pare siano affini agli Ibèri o addirittura Ibèri. Ma nella Sicilia occidentale e nella Sardegna meridionale fin da tempi molto antichi, presero stabile dimora i Fenici o Cartaginesi.

    Dal VII e V secolo a. C. i Greci nell'Italia meridionale e nella Sicilia fondarono numerosissime colonie (Cuma, Tarènto, Siracusa, Agrigento, ecc.), le quali, mediante il commercio marittimo, pervennero ad un grado di prosperità così grande che questa parte d'Italia si chiamò Magna Grecia.


  • Gli Etruschi

  • Gli Etruschi raggiunsero una grande potenza prima ancora della fondazione di Roma. Fino a tutto il secolo VI a. C. possedettero, oltre al paese che mantenne il loro nome, la parte media della Pianura Padana, una parte della Campania e il protettorato sul Lazio. Nella Pianura Padana e in Campania fondarono importanti città.

    Le città erano autonome, ma confederatee per la comune difesa. Ogni città era retta da un Lucumone, che aveva potere civile, militare e sacerdotale.

    Gli Etruschi giunsero all'apice della loro potenza tra il 600 e il 500 a. C. ma verso la fine del V secolo il loro impero crollò: i Sanniti s'impossessarono delle colonie campane, i Galli conquistarono le città della Pianura Padana, i Romani presero Veio (396 a. C.) e assoggettarono poco a poco tutte le città dell'Etruria.


  • Divisioni

  • L'Italia, prima della conquista romana, si presentava distinta in tante regioni di varia estensione. Queste regioni furono mantenute anche dopo la conquista, tranne l'Italia settentrionale che, col nome di Gallia Cisalpina, fu riunita in un'unica provincia.

    L'imperatore Augusto divise l'Italia stabilmente in XI regioni: 1. Lazio e Campania, 2. Apulia e Calabria, 3. Lucania e Bruzio, 4. Sannio, 5. Piceno, 6. Umbria, 7. Etruria, 8. Gallia Cispadana, 9. Liguria, 10. Venezia e Histria, 11. Gallia Transpadana.


  • Ordinamento dell'Italia

  • I Romani poterono esercitare il loro dominio adottando la politica del Dìvide et impera, cioè facendo un trattamento diverso alle città conquistate: togliendo a queste la comunanza di interessi, rese difficile una loro coalizione contro Roma. Secondo che queste città possedevano il pieno o un parziale diritto di cittadinanza, si distinguevano in:
    Municipi, che mantenevano l'antica amministrazione autonoma e usufruivano della cittadinanza romana; se un Municipio si mostrava incapace di amministrarsi da sé, diventava
    Prefettura, cioè doveva accogliere un Prefetto per l'amministrazione della giustizia.
    Le Colonie erano composte di presìdii romani per vigilare le nuove conquiste e diffondere la lingua e gli usi della madrepatria fra i conquistati.
    Le Città federate erano autonome ma dovevano dare a Roma milizie, vettovaglie, denaro in diversa misura, secondo l'obbligo che a ciascuna facevano i singoli trattati di pace.


  • Morale della favola:
    la lupa perde il pelo, ma non il vizio!



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