MIGLIO

INTERVISTA

 

L'EX IDEOLOGO
<<Spero che Umberto tenga duro>>
Miglio: <<Ma i padani sono pecore, non hanno il coraggio di
ribellarsi>><<Io applaudirei alla secessione, penso pero` che e` ancora
possibile una trasformazione in senso federale partendo dalle
Regioni. La protesta del Nord deve esprimersi sul prossimo 740>>
 
MILANO - <<I popoli della Padania hanno una vocazione pecorile,
dubitoche trovino il coraggio di proporre il distacco delle regioni
del Nord dalla Repubblica>>. Il senatore Gianfranco Miglio, che bene
ha conosciuto la Lega, osserva con una discreta dose di scetticismo
le ultime mosse di Umberto Bossi.
 
Come giudica la svolta secessionista del Carroccio?
 
<<Probabilmente e` l'unica strada da percorrere con la speranza pero`
che aiutino i fatti. Che cioe` una crisi finanziaria della Repubblica
produca l'ineluttabilita` del distacco. Se per esempio le piccole e
medie imprese si accorgessero che non c'e` piu` possibilita` di
sviluppare le loro attivita` economiche di esportazione perche' il
tessuto ormai non glielo consente, forse il momento della ribellione
si imporrebbe. Intendiamoci bene, io non mi aspetto un movimento
corale perche', vede, tutti i movimenti rivoluzionari sono sempre nati
da minoranze. Oggi noi riconosciamo che larivoluzione francese
l'hanno fatta i parigini. E' stata la Comune di Parigi il motore
della Rivoluzione, gli altri sono venuti dietro, piu` o meno convinti.
Lo stesso dovrebbe avvenire per il Nord dell'Italia. Non penso ad un
movimento di milioni e milioni di cittadini ma a una minoranza
sufficientemente compatta e coerente>>.
 
E secondo lei questa minoranza compatta non c'e`.
 
<<La storia dimostra come i lombardi si siano sempre accucciati a
servire qualcuno.Prima gli spagnoli, poi gli austriaci. Non hanno mai
avuto un'azione politica autonoma. E non credo che siano cambiati.
Ritengo comunque che se i padani avessero il coraggio di proporre il
loro distacco dalla Repubblica arriverebbe il momento in cui, almeno,
forti e autentiche competenze e garanzie regionali sarebbero loro
riconosciute. E' che ho i miei dubbi sulla capacita` e possibilita`
dei padani di compiere questo passo. Gli italiani sono pecore, sono
sempre stati pecore, non hanno mai fatto da secoli una vera
rivoluzione. C'e` stata la Resistenza ma per gruppi ridotti e con una
forte componente di odio personale e di vendette personali. Non fu
una vera ribellione dell'intera comunita`>>.
 
Bossi e` in un vicolo cieco?
 
<<No. Bossi fa benissimo ad alzare il tiro. Deve, pero`, rendersi conto
della difficolta` che incontra e cioe` che i padani riconoscono, si`, di
essere sfruttati ma non riconoscono che e` il momento di ribellarsi.
Non hanno il coraggio>>.
 
 
Senatore Miglio, lei, a differenza di Bossi, ritiene che sia
possibile adottare in Italia un modello di costituzione federale?
 
<<Ritengo di si`. Le Regioni esistono gia`, si tratta di raggrupparle e
poi si tratta di formalizzare quei rapporti che ci sono gia` nella
prassi politica italiana. Rapporti di negoziazione e di
contrattazione che sono una faccia del sistema federale. Quello
che manca e` la procedura per arrivare a concludere. Ci sono due
possibilita` in campo:cioe` quella di un regime pluralistico e
contrattuale, ovvero un sistema federale, e uno Stato unitario e
sovrano, come e` oggi, che pero` nella realta` dei fatti non riesce
ad essere unitario e ad essere sovrano. Noi ci siamo progressivamente
avvicinati al modello federale ma non abbiamo ancora una Costituzione
che formalizzi questi rapporti>>.
 
No alla secessione.
 
<<Guardi che se ci fosse la secessione io batterei le mani. Credo
comunque che sia ancora possibile una trasformazione federale. Ma non
attraverso la commissione Bicamerale perche' li` non si varera` nessuna
riforma... un po' piu` di potere al presidente del Consiglio e un
po' meno di prerogative al Parlamento>>.
 
La Lega e` alla vigilia del suo congresso. Crede che i consensi di
questo movimento siano destinati a crescere o meno?
 
<<I miei collaboratori sono convinti che la somma dei consensi a
favore della Lega stia crescendo e che il numero dei padanisti stia
aumentando. Se e` cosi` mi auguro che Bossi tenga duro ma che trovi il
modo per consentire proprio ai padani di pronunciarsi. Lui pensa a un
referendum alla buona, con le urne in piazza e non fa i conti con la
paura dei popoli del Nord. Io gli suggerisco di cercare di agganciare
il malcontento a un atto formale, piu` semplice, che i cittadini
devono gia` compiere>>.
 
Che cosa ha in mente?
 
<<Il deposito del 740. Sulla busta del 740 basterebbe attaccare un
adesivo non strappabile o un segno che dica: io sono
per l'indipendenza della Padania...>>.

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