Sull'interpretazione della storia

 

Nella sezione storica del sito sono presenti alcuni passi che personalmente non ritengo filologicamente corretti.
In un passo sembra che tutta la storia padana venga interpretata come un moto inarrestabile verso l'Indipendenza. Facendo in questa maniera non si fa né più né meno di quanto è stato fatto su alcuni libri di storia italiani, dove alcuni avvenimenti vengono interpretati, a seconda del colore politico dell'autore, una volta come l'aspirazione all'unita' politica dell'Italia, altre volte come dimostrazione di presunte istanze socialiste.

Esempio clamoroso è la Battaglia di Legnano del 1176:
1. i socialisti la interpretano come il primo moto popolare contro l'imperatore-padrone, ante litteram del grande capitalista cattivo;
2. i nazionalisti italiani la interpretano come il primo moto popolare per l'unificazione politica dell'Italia.
Queste interpretazioni nascono sempre da motivi di giustificazione della propria politica.
Ad esempio nei due casi sopra esposti è chiaro come un'interpretazione nasca per giustificare, con presunte prove storiche, che l'unificazione italiana era voluta fortemente e da sempre da un'istanza popolare che aveva varcato i secoli, mentre dall'altra si voleva dimostrare, fra le altre cose, che le istanze popolari delle masse fossero da sempre a favore di una certa dottrina politica di un ben determinato colore. Sono entrambe ovviamente ipotesi antistoriche, o meglio non filologicamente corrette.

In alcuni ambienti vicini alle istanze padaniste alcuni avvenimenti, come quello della Battaglia di Legnano, vengono interpretati come la prima dimostrazione pratica di come le diverse anime della nazione padana si potessero unire per sconfiggere il nemico.
Questa interpretazione nasce dall'interpretazione analoga del Patto del Grütli, che ha unito in un patto di comune difesa delle proprie liberta' i popoli alpini della Svizzera.

Cosa aveva di diverso il patto di Pontida rispetto a quello del Grütli?
Iniziamo a dire cosa hanno in comune: sono due alleanze militari sia il patto di Pontida sia il patto del Grütli, almeno cosi' come ci è stato tramandato, ed ammesso (seppure non concesso) che il patto sia mai avvenuto nei termini in cui ci è pervenuto. Perchè dico questo? Noi non abbiamo nessun documento che attesti il patto di Pontida, quindi è probabile che non sia mai stato scritto nulla.
Secondo alcune interpretazioni in Padania vigeva ancora il diritto longobardo ( in alcune zone del bergamasco questo diritto è sopravvissuto fino alla conquista da parte di Venezia del '700, e sembra che esistano dei documenti che possano provarlo) e quindi la parola data fosse sacra.
Si può veridicamente concludere quindi che anche il patto del Grütli non fosse scritto, ma orale, dato che la parola data valeva molto in quel periodo storico. Questo fatto potrebbe implicare che il patto del Grütli sarebbe stato scritto in seguito. Detto questo è probabile che i due patti fossero identici, per cui le ragioni della non unificazione politica della Lombardia politica di allora (simile all'attuale territorio rivendicato per la Padania) e l'unificazione politica su basi federali della Svizzera, si debbano ricercare in altre cause di natura prettamente economica e militare.
Il patto politico alpino del Grütli è stato fatto da popoli poveri, che avevano tutto l'interesse ad allearsi e a mantenere l'alleanza per avere una maggiore sicurezza economica, che andava di pari passo alla sicurezza militare.
In Padania, invece, le città erano delle vere e proprie nazioni che non avevano problemi economici, dato che il commercio era fiorente, e quindi non avevano neppure un grande interesse ad avere una forza militare comune. Un esercito comune implica infatti una certa unità politica e di fatto una certa unità economica, molto probabilmente osteggiata da tutti gli importanti capi politico-economico-militari padani del periodo.

Mi si scusi fra l'altro l'abuso del termine padano, quando probabilmente la gente del tempo si riferiva a sé stessa come lombarda, ma dato che nel linguaggio odierno dire lombardo non implica l'essere veneto, mi sembra più che corretto l'uso del termine padano per parlare dei nostri avi.

Invito nuovamente per tanto a leggere i passi di interpretazione storica che seguono con coscienza critica.
Ho inserito questi passi perchè secondo me è importante, se non necessario, conoscere quali e quante sono le interpretazioni di uno stesso avvenimento storico, anche se personalmente non sono d'accordo con molte cose che sono state scritte.

La storia è la politica di un tempo e la politica di oggi diventerà la storia del futuro.
Pensiamo a quante idee ci siano oggigiorno e cerchiamo di analizzare quante ce ne erano un tempo. E' quindi impensabile poter ridurre e semplificare la storia in un'unica interpretazione, senza analizzare correttamente i fatti, le opinioni e la cultura del tempo.
L'argomento è ancora dibattuto ai nostri giorni: è possibile fare un riassunto efficace della storia evitando di interpretarla secondo i nostri canoni politico-culturali attuali e inserendo tutte le problematiche del periodo storico preso in considerazione?
Secondo me sì, ma è molto difficile farlo perchè un'analisi della storia passano non può mai essere completamente obiettiva. L'importante è saperlo così da evitare interpretazioni erroneee e faziose.
Convinto che anche le interpretazioni fanno parte della storia attuale e quindi possono contribuire in futuro a farci capire dai nostri nipoti, ho riportato sul sito alcuni passi storici.

 

 

Angelo Veronesi, 2001

 

 


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