L'Italia fu un errore fin dall'inizio: reti urbanistiche in Padania e in Italia

 

Non è vero come dicono alcuni ignoranti storici che il popolo romano fu
perfetto e gli altri popoli dei barbari.
Per cominciare i romani non conoscevano l'ordinamento giuridico
dell'esproprio, cosa invece che i popoli lombardo-veneto conoscevano
benissimo. Il loro ordinamento urbanistico era molto avanzato e efficiente.
Quando nacque l'italia furono fatte due leggi importanti:
legge del 1865 "legge fondamentale sull'esproprio" e la legge per
l'istituzione del catasto.
Il catasto doveva essere particellare, geometrico e probatorio (capace di
dimostrare la proprietà giuridica) e doveva essere completato in 10 anni.
Fu fatto in 50 e non fu probatorio. (le solite cose all'italiana).
Le uniche province ad averlo probatorio furono quelle sotto il dominio
austriaco.
Qualche anno fa l'azienda di mio padre ha partecipato a un concorso per il
risanamento di un'isola di Venezia. Il comune richiedeva un progetto
dettagliato. Ebbene, per avere i rilievi esatti dell'isola dovemmo andare a
Vienna. Ve lo assicuro, quei rilievi erano perfetti al centimetro.
Per quanto riguarda l'esproprio, la legge fu fatta per occupare con
prepotenza i terreni e le case dei patrioti meridionali (definiti briganti)
che non volevano l'italia. Tutti sapete quanto sangue fu sparso.
La storia d'italia proseguì sfortunatamente: la fine dell'ottocento e
l'inizio del novecento videro la nascita di ferrovie e di strade. Ebbene
anche qui la PADANIA si differenziò dall'italia. Le ferrovie e le strade in
PADANIA nacquero per iniziativa privata, la maggior parte, e per tutti cito
un nome: Breda. Breda, ingegnere del secolo scorso, imprenditore privato,
costruì gran parte del sistema viario e ferroviario con la sua impresa e a
sue spese. Il guadagno derivò in seguito dai pedaggi.
In italia invece non ci furono imprese private che costruirono, tutto fu
lasciato all'iniziativa pubblica e tutti sapete cosa è successo. Opere che
costarono il triplo, come minimo, fatte male e molte volte in posti
sbagliati.
Capite che un popolo come questo difficilmente entrerà in Europa, non c'è
voglia di fare nulla. Anche in un'epoca in cui l'iniziativa privata al sud
poteva emergere nesuna impresa si fece avanti. Non c'è la voglia e forse
neppure la capacità di capire.
Io condivido i ragionamenti di Paglia ma per me lì non cambieranno mai.

 

Nicola Benetazzo


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