CELTI

Relazione della conferenza di Legnano

tenuta dal prof.Adriano Gaspani

ASTRONOMIA presso gli antichi Celti.


Non avevano coesione politica, tranne in rare occasioni. Pero' proprio in quelle poche e rare occasioni potevano davvero essere un pericolo per i loro vicini. Brenno, ad esempio, che dalla letteratura classica viene ricordato per l'episodio delle oche capitoline, aveva dato non poco filo da torcere ai Romani.

Le loro conoscenze scientifiche, architettoniche e militari erano molto ampie (al contrario di quello che si pensa), tanto che anche i Romani appresero molto dal contatto con questa cultura, come del resto avevano gia' fatto con la cultura greca. Cesare, che era un appassionato di astronomia, dopo aver conosciuto un druido celta, riformo' il calendario romano grazie alla sua carica di pontefice massimo. Con questo non si vuole dire che i Celti fossero superiori ai Romani, ma che la loro cultura non e' da disprezzare o da trattare con sufficienza, come invece si e' soliti fare.

I Celti avevano un sistema pubblico di istruzione che faceva capo ai druidi, che erano una specie di ''scienziati'' - sacerdoti. A questo sistema scolastico poteva accedere chiunque, poveri o ricchi, uomini e donne (come viene imostrato dai reperti archeologici). La presenza di druidesse e' un elemento degno di nota, infatti nessun altro popolo antico permetteva che le donne potessero studiare fino a tarda eta' (20-25 anni). La classe druidile era quindi una casta aperta a qualunque giovane di buona volonta' che volesse apprendere i ''segreti'' della filosofia naturale. Queste persone dovevano avere anche buona memoria perche', come gli indiani d'america, trasmettevano tutte le loro consocenze attraverso comunicazione orale (NON scritta). Alcuni ipocriti dissero che i Celti erano degli ''ignoranti'' poiche' sembrava non conoscessero al scrittura, ma non e' cosi'. I Celti erano anche degli ottimi mercanti e commercianti e usavano altre lingue per scrivere, come per esempio le lettere fenicie e poi latine.

Il mondo celtico si situa nell' eta' del ferro, in linea di massima.

Non si sa bene da che popoli possano essere discesi, ma e' probabile che siano popolazioni per la maggior parte autoctone che assorbirono la lingua dei conquistatori, grazie alla loro particolare dote: la flessibilita' e la memoria.

Senza comunque addentrarci in particolari troppo poco sicuri, passiamo alle aree geografiche abitate da queste popolazioni largamente documentate da reperti archeologici. L'Europa e' completamente celtica nell'eta' del ferro, tranne per alcune cellule isolate come ad esempio le popolazioni germaniche, i romani, gli etruschi e i greci. Le regioni celtiche quindi non sono solo quelle galliche (secondo la notazione romana), ma anche ampie zone della Cechia e dell'Austria.

Milano, Varese, Como e buona parte della Lombardia occidentale sono nell'area Insubre di Golasecca(VA), dove sono stati trovati ampi reperti archeologici testimonianti le attivita' mercantizie di queste popolazioni, o meglio dei nostri antenati. Al contrario di quanto si pensa di solito, infatti, i conquistatori delle nostre terre, come i romani, erano in pochi e non poterono ''civilizzare'' (come siamo soliti imparare a scuola), semmai erano proprio questi burocrati che dovevano ambientarsi nelle zone conquistate prima dalla Repubblica e poi dall'Impero Romano.

I Celti avevano conoscenze ''scientifiche'' molto avanzate soprattutto in ''astronomia'', come ci e' facile capire dalle molte ed enormi opere megalitiche che sono giunte fino a noi. (basti pensare allo Stonehenge).

Per conoscenze scientifiche si deve intendere filosofia naturale, cioe' un misto tra scienza e superstizione, ed ovviamente per astronomia si deve intendere un misto tra astrologia e astronomia.

I Celti avevano poi ottimi rapporti con i popoli confinanti e con quelli con i quali commerciavano, come ad esempio le popolazioni etrusche, fenicie, egiziane, germaniche, ecc... Ovvimanete non ci e' dato sapere se conoscessero o commerciassero direttamente con queste polazioni senza intemediari (come potevano essere gli etruschi), ma comunque siamo sicuri che i Celti recepirono molte cose dell'astronomia egiziana (le costellazioni zodiacali ad esempio).

I Celti, o meglio i druidi assorbivano subito le migliori conoscenze scientifiche degli altri popoli.

Qualcuno si potrevbbe chiedere: come facevano ad avere tanti scambi culturali con altri popoli confinanti? Come facevano ad avere relazioni con popolazioni al di qua delle Alpi?

Secondo la teoria piu' accreditata, in quel periodo il clima era piu' mite. Sulle Alpi c'erano pochi ghiacciai ed era molto piu' semplice attraversarli. Di tutto questo abbiamo conferma nell'episodio della discesa di Annibale a Roma attraverso le Alpi. Se Annibale riusci' ad oltrepassare le Alpi con gli elefanti, vuol dire che si poteva facilmente transitare da un posto all'altro senza molti ostacoli. Il piu' grande storico romano, Livio, invece narra di montagne innevate ed enormi ostacoli da superare. Livio scrive pero' molti secoli piu' tardi quell'evento, quindi e' probabile, come viene confermato anche da fonti illustri, che Livio descrivesse i paesaggi per lui odierni, senza conoscere le variazioni del clima terrestre, che invece sono molto frequenti e facilmente mutabili.

Anche ai giorni nostri il clima dal '700 a oggi e' cambiato notevolmente. In Ighilterra ghiacciavano per lunghi periodi i maggiori fiumi, e se non ne avessimo conoscenza grazie a dipinti, oggi descriveremmo l'Inghilterra del '700 con un clima simile a quello odierno, senza porci alcun problema della realta' della nostra supposizione.

E' probabile addirittura che il clima in quel periodo fosse anche piu' umido oltre che piu' caldo, e quindi, forse anche piu' nuvoloso. Da questa ipotesi si puo' risalire al fatto che i Celti non potessero vedere bene le costellazioni zodiacali, e quindi dovevano per forza essere venuti in contatto con gli egizi per queste conoscenze scientifiche. Secondo me pero' e' un ipotesi un po' troppo azzardata, anche se vi sono delle testimonianze archeologiche di templi abbandonati inspiegabilmente a partire da una certa data, che puo' essere ricondotta all'inzio di un era calda e alla fine di una glaciale.

Nell'eta' del bronzo quasi tutti i popoli antichi avevano CULTI SOLARI. I Celti, invece, avevano un culto lunare non basato sui solstizi. La scineza astronomica era infatti usata per l'agricoltura, per sapere quando si poteva seminare. Era importante sapere tutto questo, dato che i Celti abitavano sopra i 60° di latitudine nord, quindi potevano sperare in un solo raccolto annuale, e non in molti, come invece succedeva per gli egiziani. Per questi motivi era indispensabile che i druidi conoscessero alla perfezione i fenomeni celesti, altrimenti si poteva andare in contro ad una carestia, nel caso i contadini avessero seminato o troppo presto (col rischio di gelate) oppure troppo tardi (col rischio di non avere abbastanza tempo per il raccolto).Il culto solare, invece, non lasciava prevedere tutti questi fenomeni interessanti per l'agricoltura.

I Celti erano dei buoni lavoratori del ferro, degli ottimi cavalieri. Ancora oggi si possono ritrovare nei reperti archeologici degli scudi esagonali e delle ottime lanice da guerra (notare che i romani appresero l'uso dei cavalli in guerra dopo le campagne di Cesare in Gallia).

I Golasecchiani (come ricordato prima, nelle nostre zone) furono gli unici Celti che lasciarono traccia di scrittura druidica. Le altre popolazioni celtiche*, invece non scrissero niente di importante, solo resoconti commerciali o cose di questo tipo.Anche gli Edui (in Svizzera occidentale) ci lasciano solo resoconti notarili di poco valore scientifico.

  • *I Celti si possono dividere in vari gruppi: i Golasecchiani, gli Edui, i Galli, i Galli iberici, e i Galli delle isole (bretagna e Irlanda).
  • I Druidi erano la classe piu' potente, la loro parola era piu' importante addirittura di quella del ''re'', non solo per diritto giuridico,ma anche perche' veramente conoscevano piu' cose del capo tribu' locale. Si pensa che addirittura i druidi si trovassero a discutere fra loro in alcuni periodi dell'anno, dove si celebravano le feste. Queste riunioni, oltre che per scambi di pareri scientifici- astronomici, servivano anche per mantenere la pace tra le varie tribu'.

    Il calendario celtico e' uno dei piu' complicati esistenti al mondo, se ne sono trovati resti archeologici risalenti al tardo periodo romano (probabilmente i druidi avevano iniziato a scrivere data la mancanza di alunni da istruire, e quindi per la paura di perdita di conscenze scientifiche). Questi calendari sono scritti quindi in lettere latine e sembrano creare un parallelo (una sorta di traduzione) tra il calendario romano e quello lunare celta.

    Il calendario lunare celta aveva una periodicita' di 300 anni (quella lunga) e poi di 20 anni (il ciclo lunare), che e' proprio il periodo di tempo durante il quale si apprendevano le ''arti'' druidiche.

    L'anno era essenzialmente basato su due eventi: il sorgere di Aldebaran e quello di Antares, che segnavano i due periodi fondamentali dell'anno: quello caldo e quello freddo.

    Le 4 feste principali scandivano poi le semine e il raccolto. Le piu' importanti erano quindi Samain (Trinox Samuni) e l'inzio dell'anno celtico (l'odierna festa di Hallowen).

    Il calendario celta era basato sulla luna e in particolare sulle quadrature lunari, quindi risultava essere molto complicato. Comunque grazie alla sua precisione si potevano addirittura predire eclissi di luna o di sole con un errore di 3 giorni. I mesi erano divisi in 15 giorni, forse prorpio per questo motivo.

    Il popolo celta, quindi non era affatto inferiore ai conquistatori, ma bensi' aveva una cultura capace di assimilare piuttosto che assoggettare. La differenza e' questa e non e' da disprezzare, come invece fa la cultura di massa, pensando che i migliori siano solo e sempre coloro che vincono con le armi e con la violenza altri popoli. La grandezza di un popolo si misura dalla sua saggezza e dalla sua umilta' culturale, che puo' permettere di affrontare i problemi in modo migliore, senza dare adito ad eccessi pienamente illogici.

    Se e' vero questo, allora i Celti erano il piu' grande popolo mai esistito sulla faccia della terra.

     


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