«In Italia, Paese di salari bassissimi, i generi di prima necessità sono tassati più che in qualsiasi altro Paese del mondo: il complesso delle imposte è giunto a tale livello da costituire talora una vera confisca di proprietà; le imposte colpiscono più gravemente i poveri che i ricchi; siamo il Paese che ha il debito pubblico più alto in proporzione alle sue ricchezze; la piccola proprietà è oppressa in modo ingiusto e comincia in alcune province a scomparire; la Giustizia è lenta, costosissima e senza sufficienti garanzie; i Comuni e le Province sono in balìa del potere politico e le ingerenze politiche ne inquinano le amministrazioni; abbiamo un vergognoso primato nella delinquenza comune; la scuola secondaria e l'Università sono organizzate in modo tale da costituire vere fabbriche di spostati; il prestigio nostro all'estero è abbassato in modo da offender l'amor proprio nazionale e manca ogni protezione dei nostri concittadini all'estero».
Giovanni Giolitti, ministro della Repubblica Italiana, pronunciava queste parole nel suo collegio elettorale di Dronero, in provincia di Cuneo, nel lontano 1899.
E' passato un secolo da allora e le cose non sono migliorate per la grande maggioranza dei cittadini ai quali, anno dopo anno, vengono sottratte risorse economiche, la proprietà della casa, la libertà di parola e di vivere secondo le proprie tradizioni e abitudini.
Lega Nord per l'Indipendenza della Padania,
Sezione di Cogliate (Mi)